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Evoluzione dello scenario della proprietà intellettuale

Interessante riunione sul tema della proprieta’ intellettuale, ideata ed organizzata qualche giorno fa da Paolo Zanenga di TWG Consulting, presso la nuovissima sede Microsoft a Peschiera Borromeo.

Un gruppo ben selezionato di manager di aziende ad alta tecnologia, economisti, legali esperti di proprieta’ intellettuale, architetti e consulenti aziendali. Non piu’ di una trentina di persone, con un paio di partecipanti collegati da Boston e Sidney, che ha consentito di raccogliere i punti di vista di ognuno consentendo una carrellata molto completa ed interessante sul tema, analizzato secondo tutte le possibili prospettive.

Mi ha lasciato con molte riflessioni che vorrei ora condividere in questo post. Ho pensato a quando, piu’ di venti anni fa, ho depositato quattro brevetti internazionali : in pochi mesi si completarono le procedure di deposito, le analisi di prior art non destarono particolari sorprese, i costi furono quelli preventivati e riscuotemmo dal mercato rendite di posizione facilmente difendibili per molti anni, lungo tutta la durata di vita dei prodotti.

Era normale estendere le fasi nazionali sempre nelle stesse poche aree geografiche caratterizzate da grandi mercati con sistemi legislativi affidabili, anche perché il rischio che si correva dalla mancata protezione nel resto del mondo (ad esempio in Cina) era assolutamente insignificante.

Il processo era trasparente, facile, tutto aveva un senso e un ritorno economico prevedibile sia in termini di incremento di fatturato che di valore degli asset intangibili in conto capitale, oggettivamente computabile.

Dopo solo venti anni, lo scenario si e’ deteriorato molto, con una forte polarizzazione dei benefici della protezione a vantaggio dei pesci grossi, gli unici che possono permettersi di costruire vaste piattaforme di brevetti a titolo difensivo, battaglie legali costose, fasi nazionali estese capillarmente e valorizzazioni in conto capitale utili soprattutto per le loro operazioni finanziarie.

La vita dei prodotti è diventata molto più breve mentre i tempi per il completamento delle procedure continuano ad allungarsi. Per ripagare gli investimenti bisogna riuscire a sfruttare il vantaggio competitivo molto velocemente, si riesce solo se si ha una massa critica molto elevata : a volte il prodotto ha una vita molto breve, altre volte invece è il processo di sviluppo ad essere così laborioso e lungo da consumare gran parte dell'arco temporale di protezione brevettuale, lasciando disponibili per lo sfruttamento commerciale solo gli ultimi anni di copertura (come nel caso delle molecole con applicazioni farmaceutiche).

L'analisi di priorità oggi comporta in genere la sorpresa di scoprire che il campo che si presumeva incolto è in realtà già popolato da centinaia o migliaia di tentativi di sbarramento preventivo, che spesso impediscono il deposito o ne limitano molto l'ambito, riducendo così le possibilità di valorizzazione economica.

Il costo delle litigation ha assunto valori così elevati da renderne inutile la pratica per gran parte delle applicazioni industriali, per cui si sa in partenza che non sarà possibile far valere i propri diritti, si va avanti comunque sperando che vada tutto bene…

Lo stesso elevato costo è alla base dell'impossibilità di difendersi da un attacco, nel senso che se si riceve una minaccia di azione legale per infringement, a meno di non appartenere alla lista delle 500 maggiori aziende del mondo non ci sono alternative alla negoziazione di una resa senza tentativi di difesa.

E la situazione è tale che stanno proliferando aziende specializzate nell'acquisire IP non per sfruttarla industrialmente ma per riscuotere ( o meglio estorcere, si dice proprio patent extorsion) somme ai player di mercato.

La speranza un po’ naif di creazione di ricchezza a partire da invenzioni di singoli inventori privati, di piccole aziende o di laboratori di ricerca non strutturati e’ pertanto svanita in pochi anni : l'evoluzione dello scenario ricorda molto quello finanziario ai tempi dell'avvento dei derivati.