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Cerimonia di Laurea

Ho recentemente partecipato alla cerimonia di laurea dell’Universita’ di Wallagong a Dubai, svoltasi nella sala convegni del Jumeirah Beach Hotel, un magnifico complesso posto sulla spiaggia prospicente al famoso Burj al Arab.

L’intero corpo docente, in impeccabili abiti da cerimonia,  compreso il rettore venuto apposta dalla sede in Australia, ha preso posto sul podio; autorita’ e ospiti nelle prime file, un centinaio di laureandi da un lato, parenti ed amici dall’altro. E’ stata conferita la laurea Honoris Causa allo Sceicco Nahyan bin Mubarak Al Nahyan, della famiglia regnante di Abu Dhabi.

Lo sceicco ha svolto quasi ininterrottamente il ruolo di Ministro della Universita’ e della Ricerca dal 1990.

Dopo la prolusione, gli studenti con le migliori votazioni sono stati personalmente premiati dal rettore e dallo Sceicco-Ministro, poi tutti gli altri si sono alternati sul podio per ricevere la propria laurea. Un ottimo catering sponsorizzato da alcune aziende che collaborano con l’universita’ ha completato il programma della mattinata.

Fin qui e’ una nota di cronaca, che pero’ si presta ad alcune considerazioni interessanti.

UOWD

Ma cosa ci fa a Dubai l’universita’ di Wallagong?

Wallagong e’ una cittadina’ nei pressi di Sidney, e l’Universita’ di Wallagong e’ una delle tante che servono il bacino di studenti della capitale Australiana. Pensando a un paragone italiano, mi viene in mente l’Universita’ di Castellanza che gravita sul bacino di studenti nell’area milanese.

Come e’ possible che una universita’ australiana di provincia abbia una sede a Dubai, a una dozzina di ore di volo, frequentata da 3800 studenti, attiva ormai da ben 16 anni?

La risposta si trova analizzando la demografia di Dubai :  solo il 20% della popolazione e’ locale, l’80% straniera.

Esistono universita’ statali, gratuite per la popolazione locale, ma anche una vasta offerta accademica di sedi locali di universita’ estere. Sono disponibili localmente decine di universita’ estere tra le quail la Sorbona, la London Business School, la Boston Medical School, la Manipal University indiana, per citarne solo alcune tra le piu’ note, sino a strutture molto specializzate come la French Fashion University o la Hult business school.

I docenti sono chiamati a trasferirsi a Dubai per l’anno accademico, svolgendo in loco anche le proprie attivita’ di ricerca. Agli studenti spesso viene proposto di trascorrere alcuni periodi nelle sede principale dell’universita’. 

Sedi universitarie da tutto il mondo, dunque, si sono insediate qui da anni, con ottimi risultati didattici ed economici, per una lunga serie di motivi.

Ad esempio l’appoggio del governo locale non manca, come dimostra la presenza dello Sceicco-Ministro alla cerimonia di laurea della UOWD.

Inoltre le infrastrutture sono eccellenti : Dubai Holding ha costruito il Knowledge Village e la Dubai International Academic City, grandi complessi in cui le universita’ possono semplicemente affittare aule, laboratori e uffici insediandosi in tempi brevi e in modo flessibile, con investimenti minimi. Possono iniziare con piccole dimensioni e crescere in funzione della domanda,, con costi variabili, affittando quanto necessario per operare senza investimenti immobiliari.

In questi complessi le varie universita’ operano una accanto all’altra e gli studenti fruiscono di tutti i servizi comuni, in una logica di campus molto efficiente. Anche la disponibilita’ di studenti che pagano fee adeguate non e’ un problema : figli di famiglie locali, di espatriati, molti studenti provenienti anche dagli altri Paesi del Golfo. Infine le unversita’ possono operare nelle free zone, e cio' significa che gli utili generati dall’attivita’ didattica sono rimpatriati alla sede centrale senza esenzione di tasse locali.

Universita’ dunque da tutto il mondo, da anni, ma… neanche una universita' italiana. Perche’?

Per decidere di aprire una sede all’estero e per gestirla correttamente bisogna che :

I docenti coinvolti siano perfettamente in grado di insegnare in inglese

Gli organi decisionali accademici siano dotati di spirito imprenditoriale, di capacita' organizzativa e manageriale

I docenti accettino di essere trasferiti all'estero, rinunciando a coltivare il network di relazioni locali, di consulenze ufficiose, di clientele varie

I docenti siano presenti, visibili, disponibili, e insegnino consapevoli di essere in concorrenza con le altre universita', e di non poter contare su rendite di posizione.

Ancora non si capisce perche' l'univerisita' italiana non sia presente.