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L’industria della Medicina Tradizionale Cinese si espande in Occidente, attraverso l’Australia

Image-2Nel 2015 il Premio Nobel per la Medicina e’ stato co-assegnato a Youyou Tu, che ha dedicato l’intera sua vita alla ricerca scientifica nell’ambito della Medicina Tradizionale Cinese.

Il risultato che le ha valso il Nobel e’ stata la scoperta di un farmaco innovativo per la malaria, la cui prescrizione ha consentito di salvare milioni di vite umane: l’artemisina, sostanza pura estratta da una pianta officinale nota da secoli alla medicina tradizionale cinese.

La Medicina Tradizionale Cinese (TCM) non e’ solo una pratica medica radicata da 2500 anni, ma anche un importante business economico, che fa leva su un mercato di circa due miliardi di consumatori ben fidelizzati.

I dati ufficiali su questo settore economico forniti dal National Bureau of Statistics della Repubblica Popolare Cinese, mostrano che esistono almento 2000 realta’ industriali per la produzione di medicine TCM, che il mercato negli ultimi 5 anni e’ cresciuto costantemente ad un tasso medio del 20% annuo e che la produzione industriale nel 2011 ha generato un fatturato di 60 miliardi di dollari americani.

Anche se la stragrande maggioranza delle imprese TCM vive in funzione di un mercato locale, con attivita’ di esportazione limitate ai paesi limitrofi, il conferimento del Premio Nobel ha stimolato le loro velleita’ di espansione internazionale nei Paesi occidentali. Esistono gia’ i primi casi, come il gruppo Shanxi Zhendhong che ha sviluppato una proficua collaborazione con l’Universita’ di Adelaide, in Australia, per studiare l’applicazione di alcuni estratti nelle prassi di ricerca clinica.

Il tema e’ stato recentemente dibattuto nel convegno annuale TCM di Pechino, alla presenza di 200 leader del business e della ricerca sul tema TCM, a cui ho partecipato come relatore internazionale in rappresentanza del Governo del Sud Australia.

Nel mio messaggio ho sottolineato che l’opportunita’ per una espansione nei mercati occidentali consiste non tanto nella competenza relativa alle 12800 medicine naturali ufficialmente recensite, ma piuttosto nelle decine di migliaia di sostanze di origine naturale che le aziende TCM sarebbero in grado di estrarre dalle loro erbe.

Infatti tali sostanze naturali potrebbero rivelarsi preziose per le seguenti tre categotie di settori industriali occidentali:

  • L’industria cosmetica, sempre alla ricerca di ingredienti innovativi di origine naturale, come aromi, fragranze, coloranti, pigmenti, olii naturali
  • L’industria alimentare, interessata a sostanze naturali innovative da utilizzarsi come ingredienti nel processo di trasformazione alimentare, come aromi e coloranti, conservanti, stabilizzanti, etc.
  • L’industria farmaceutica, sempre interessata a nuove molecole per principi attivi

 

La conoscenza relativa a decine di migliaia di molecole di origine naturale, note da secoli alla cultura TCM ma innovative per l’industria occidentale, e’ pertanto un presupposto importante per l’epansione internazionale delle imprese cinesi in Europa, Usa ed Australia al di fuori dai circuiti tradizionali.

Me perche’ nonostante tale evidente combinazione di domanda e di offerta, non si e’ ancora sviluppato un mercato?

La risposta e’ semplice: i grandi gruppi industriali occidentali non accetterebbero mai di acquistare ingredienti naturali da fornitori cinesi, in assenza di chiare certificazioni sull’origine, sui processi di coltivazione e di estrazione e purificazioni, sulle relative certificazioni internazionale.

Il governo del Sud Australia, con capitale Adelaide, ha visto una opportunita’ di intervento in grado di creare valore per entrambi clienti e fornitori, con un forte impatto positivo sulla propria strategia di sviluppo economico.

La soluzione consiste nell’offrire alle aziende TCM Cinesi (alcune delle quali caratterizzate da grandi dimensioni e fatturati superiori al miliardo di euro) l’opportunita’ di acquisire terreni agricoli incontaminati in Australia, in cui effettuare le coltivazioni di alcune erbe officinali.

Accanto alla produzione agricola si propone anche la realizzazione, sempre in Australia, di impianti di estrazione dei principi attivi, con successiva purificazione e confezionamento, con un processo industriale certificato dalle autorita’ australiane.

In questo modo l’azienda TCM Cinese, grazie ad un investimento in due stadi, si trovera’ in grado di offrire sostanze naturali pure, innovative e legate alla cultura millenaria della medicina tradizionale cinese, ma prodotte nei terreni incontaminati dell’Australia, con un processo industriale certificato dai rigorosi enti Australiani, secondo standard allineati con quelli statunitensi ed europei.

Le aziende occidentali potranno risolvere le proprie esigenze di accesso a molecole innovative di origine naturale tipiche della millenaria tradizione TCM, ma con la certezza di standard di qualita’ assolutamente cerificati e compatibili con i propri processi industriali.

Il Governo del Sud Australia e’ disponibile ad offrire il supporto necessario per lo sviluppo dei progetti agronomici ed industriali, attraverso il coinvolgimento delle proprie agenzie nel settore agronomico e delle health industries.

Un importante sforzo organizzativo da parte di uno Stato, ma motivato da un evidente vantaggio in termini di sviluppo economico: un esempio di come un approccio di politiche innovative a supporto del trading e degli investimenti, triangolate estero su estero, puo’ creare svilupo economico a livello locale, e posti di lavoro ad alta intensita’ di conoscenza.