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Nuova tendenza dall’Australia: lotta spietata contro l’abbronzatura!

E’ guerra dichiarata ormai da diversi anni: l’abbronzatura non è più di moda, il pallore sì…

Nelle città australiane anche in piena estate è evidente la prevalenza di chi ostenta un colorito candido, si vedono molti cappelli a larghe falde e ragazze e signore che passeggiano con disinvoltura usando l’ombrello nel senso letterale della parola, per farsi ombra. Nelle splendide spiagge e sui surf sono rari i bikini e invece prevalenti magliette e cappellini.

E’ l’interessante risultato di una campagna gestita molto bene, che evidentemente è riuscita in alcuni anni a cambiare in profondità il comportamento di una intera nazione, modificandone addirittura i canoni estetici E’ una lezione davvero degna di approfondimento, da imparare.

Tutto è nato dalle analisi dei dati epidemiologici relativi all’incidenza dei tumori della pelle.

Per una concomitanza di fattori, tra i quali la grande prevalenza di giornate dal cielo perfettamente azzurro, lo stile di vita all’aria aperta, una grande percentuale di popolazione dalla pelle molto chiara e in gran parte concentrata sulla fascia costiera, risulta che storicamente il rischio di contrarre tumori della pelle in Australia è molto elevato.

I dati sono abbondanti e tutti evidenziano con coerenza la stessa situazione; ad esempio, il tumore della pelle viene diagnosticato a ben due persone su tre prima dei 70 anni di età e il melanoma (ovvero il più pericoloso tra i tumori della pelle) colpisce una donna ogni 24 e un uomo ogni 14.

L’incidenza è maggiore per le persone anziane ma l’effetto è notevole anche sui giovani, dal momento che tra i 15 e 29 anni la più frequente diagnosi di tumore è proprio il melanoma.

Dall’emergenza epidemiologica a quella economica il passo è breve: risulta che i medici di base siano impegnati in quasi un milione di visite all’anno e che il costo delle terapie per curare i tumori della pelle sia la voce di gran lunga più importante tra quelle oncologiche.

Si è pertanto decisi di passare all’azione, alla grande, per contrastare con tutti i mezzi l’esposizione ai raggi solari.

Il Cancer Council, la maggiore organizzazione non governativa di prevenzione e trattamento dei tumori, diffusa capillarmente in tutti gli Stati, è il principale artefice della grande campagna ‘SunSmart’ di prevenzione dei tumori della pelle.

Dal momento che le abitudini si prendono da piccoli, le prime mosse del Cancer Council hanno mirato ai bambini, per indurli a imparare a proteggersi dai raggi solari e attraverso di loro arrivare a genitori e nonni.

Diversi i canali: la scuola, prima di tutto, con lezioni in tutte le classi. Ma anche il gioco e il tempo libero, con la diffusione di fumetti e la creazione di un personaggio, la mascotte Sid il Gabbiano, il ritornello Slip, Slop, Slap, Seek & Slide : copriti, mettiti la crema solare indossa il cappellino, cerca l’ombra e mettiti gli occhiali da sole. Ovviamente grande copertura di programmi televisivi, forte impegno sui social media senza dimenticare giornali e riviste.

Si è creata una app molto diffusa, che informa in tempo reale sul valore preciso dell’intensità dell’irraggiamento dei raggi ultravioletti, consiglia sull’uso della crema solare, calcola la quantità di vitamina D sintetizzata dalla pelle in funzione dell’esposizione solare.

Tanti volontari, tutti riconoscibili con magliette con gli slogan e le mascotte, sono impegnati nelle località balneari e nei maggiori eventi a coinvolgere i passanti offrendo a tutti generose aspersioni gratuite di crema a protezione 30.

E forti azioni di lobby, come quella che ha convinto per primo lo Stato del Sud Australia, con capitale Adelaide, a mettere fuorilegge e a far chiudere per decreto tutti i centri di abbronzatura a lampada, oggi ormai banditi anche in altri cinque stati australiani.

Un grande impegno, ma anche un grande risultato, evidente soprattutto nell’efficacia nel cambiare una radicata abitudine della popolazione. Dal punto di vista epidemiologico la lotta deve andare ancora avanti per molti anni prima che arrivino importanti soddisfazioni, perché il tempo di latenza tra l’eccesso di esposizione solare e la contrazione della malattia è molto lungo.

Infatti non ci sono ancora miglioramenti sull’incidenza sulle persone anziane, anzi, si verifica una costante recrudescenza, perché il cambiamento di abitudine per loro si è verificato troppo recentemente.Viceversa si iniziano ad avere le prime timide soddisfazioni dal fatto che si è fermata la crescita e in alcune aree si verifica addirittura un leggero calo dell’incidenza del melanoma presso le persone con meno di 45 anni.

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Strada di accesso ad una spiaggia australiana (Semaphore, South Australia) : i volontari di Cancer Council SA offrono crema solare gratuita, i bagnanti indossano grandi cappelli e gonne lunghe.