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Biologico, tecnologico, sostenibile?

Le produzioni biologiche devono riuscire a mantenere la loro sostenibilità sia economica che ambientale.

Ma è una sfida difficile, in un contesto di crescita della popolazione e competizione delle superfici agricole.

Da pochi mesi siamo diventati 7 miliardi di bocche da sfamare, con una tendenza di crescita costante, e sappiamo già che diventeremo almeno 9 miliardi nel 2040.

Questo forte incremento di bisogno alimentare non può essere compensato da un analogo incremento di superfici agricole dedicate alla produzione primaria di alimenti per l’uomo.

Anzi, ci sono due fattori che ne provocano, semmai, la riduzione.

Da un lato il progresso economico registrato in grandi Paesi emergenti fa sì che centinaia di milioni di persone abbiano recentemente cambiato abitudini alimentari, e altre centinaia lo faranno tra pochi anni. Aumentano pertanto i consumi di carni da animali di allevamento e ciò comporta un importante incremento di superfici agricole destinate alla produzione di mangimi.

In secondo luogo, si verifica anche che una crescente aliquota di terreni viene dedicato alla produzione di energia: coltivazione di biomasse per l’alimentazione di impianti per biogas, pannelli solari, pale eoliche.

E’ evidente che la tecnologia dovrà fornire qualche soluzione, si verifica una forte enfasi nella ricerca di soluzioni per aumentare la produttività per ettaro.

E’ per questi motivi che le produzioni biologiche, per mantenersi sostenibili sia dal punto di vista ambientale che economico dovranno evolversi, serviranno più know how e tecnologia.

Proprio per approfondire questi aspetti strategici il prossimo Lunedì 8 Settembre viene organizzato un incontro internazionale nell’ambito del “Sana” presso la Fiera di Bologna, dal titolo “Biologico, Tecnologico, Sostenibile”

Si tratta di una delle iniziative del ‘World Food Research and Innovation Forum’, il progetto della Regione Emilia-Romagna per EXPO 2015, che aspira a creare in quella regione un think tank globale in cui i leader globali di ricerca, industria e governi consolideranno una prassi di incontri periodici su temi strategici come le policy per sostenibilità sicurezza e qualità agroalimentare, anche dopo EXPO 2015.

L’introduzione sarà affidata a Gebisa Ejeta, un famoso scienziato specializzato sui temi della sostenibilità delle produzioni alimentari che da tempo ha affiancato alla sua attività scientifica quella di advisor istituzionale, collabora infatti con le Nazioni Unite ed il governo statunitense.

Si approfondiranno poi tre temi cruciali legati alla sostenibilità delle produzioni alimentari, non solo quelle biologiche: acqua, trasformazione alimentare, logistica.

La produzione agricola oggi sta consumando ben il 70% delle risorse idriche disponibili, e chiaramente tale percentuale è una minaccia della sostenibilità a medio e lungo termine.

La trasformazione alimentare impatta non solo sull’acqua, ma anche sull’energia. Infine per gli aspetti di logistica, la sostenibilità è minacciata dalla sempre crescente quantità di chilometri percorsi dai prodotti alimentari per raggiungere i consumatori.

I lavori saranno poi conclusi da uno dei dirigenti della Direzione Generale Ricerca della Commissione Europea, a cui è stato chiesto di illustrare come il prossimo programma quadro settennale Horizon 2020 investirà ingenti risorse in programmi di ricerca privilegiando proprio i temi ‘safety & security’, ovvero per assicurare una produzione alimentare che sia quantitativamente e qualitativamente adeguata allo scenario demografico mondiale.

Programma convegno:

http://www.sana.it/news/world-food-forum/3172.html