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Una lezione dalla Silicon Valley: gli incubatori del futuro saranno nei centri urbani

Dopo diversi decenni di successo e innumerevoli tentativi di imitazione, il modello urbanistico della Silicon Valley inizia a cedere in termini di consenso dei propri inquilini, ovvero le aziende di alta tecnologia ed il loro principale assett, i cosiddetti ‘knowledge workers’ loro dipendenti.

Finora tutti i nuovi office parks che venivano man mano costruiti nell’area non avevano alcun problema ad affittare velocemente i propri spazi alle start up, che riconoscevano alla location un grande valore aggiunto, un aspetto importante per la loro corsa verso il break even.

Invece da un po’ di mesi si stanno verificando importanti fenomeni di trasferimento di aziende verso il centro della città di San Francisco o verso Berkeley. Tra gli altri hanno già fatto questa scelta gli headquarters di Salesforce.com, Pinterest, Square, Zynga e Yelp.

E i nuovi arrivi nella Silicon Valley non cercano più spazi negli office park isolati, ma tendono piuttosto a preferire le aree più densamente popolate di Palo Alto dove è possibile offrire ai propri dipendenti un ambiente simile a quello urbano.

Si tratta di una tendenza molto interessante, da tenere presente anche in Italia per la programmazione dei futuri incubatori di impresa, che verosimilmente sorgeranno sempre più frequentemente in prossimità dei centri urbani e non più nelle estreme periferie.

La tendenza è globale, si verifica ad esempio anche a Chicago, in grado di attirare commuters da diversi Stati grazie alla qualità dei propri servizi pubblici, alla ‘Silicon Beach’ di Los Angeles, un’area abbastanza centrale (per quanto questo concetto possa avere un senso a LA…) in cui si sono recentemente addensate in modo spontaneo diverse decine di start up ICT, o a Londra, nel cui Shoreditch district, un tempo zona depressa, hanno ora sede 3200 aziende hi tech con 48000 dipendenti.

Cosa c’è alla base di questa interessante inversione di tendenza, e che insegnamento possiamo imparare in Italia? Si tratta essenzialmente di un cambiamento nello stile di vita.

Il modello di vita basato sul trasferimento dal parcheggio dell’ufficio a quello della villetta nel ‘suburb’ con sosta nel parcheggio del centro commerciale e del ’food court’ per acquisti e prelievo della cena pronta fornita da qualche multinazionale del fast food e consumata di fronte al tv o al PC non è più considerato sostenibile e comunque non è più quello desiderato dalle nuove generazioni di talenti e lavoratori della conoscenza corteggiati dalle start up tecnologiche, così necessari per la loro sopravvivenza.

Dato che il successo delle start up dipende dalla loro capacità di attirare collaboratori di valore, ecco che esse ora tendono a spostarsi verso i centri delle città, di gran lunga preferiti dai giovani talenti.

I quali, ad esempio, oggi sono molto meno interessati a possedere automobili (per la prima volta in molti decenni non si verifica più la forsennata corsa alla patente da parte di chi raggiunge l’età di accesso, sia in Europa che negli USA), mentre invece desidererebbero raggiungere il luogo di lavoro a piedi o in bici e vivere in luoghi densamente popolati che offrano molte soluzioni al bisogno di socializzazione e divertimento.

La natura stessa dei nuovi business, multidisciplinare e globale, trae vantaggio dalla massa critica di un ambiente urbano e dalla disponibilità di luoghi di incontro informali alternativi alle sale di riunione degli uffici.

Ecco perché dobbiamo aspettarci un riflusso verso i centri urbani, ecco perché quando programmeremo i prossimi incubatori di imprese dovremo privilegiare locations ad alta densità di popolazione e servizi.

I lavoratori della conoscenza del futuro saranno attirati da quelle aree in cui gli enti accademici e di ricerca saranno vicini alle sedi delle aziende, a quelle istituzionali e finanziarie, in cui le persone afferenti a questi ambiti potranno frequentare gli stessi luoghi di ritrovo e di svago, conoscendosi ed interagendo in modo spontaneo, e potranno vivere nelle stesse aree residenziali, raggiungibili senza automobile.

Le aree più efficaci nell’attirare investimenti ed aziende competitive saranno quelle in cui queste condizioni si verificano, perché sarà lì che i talenti vorranno trasferirsi.