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L'evoluzione della green economy, dall'ambiente al benessere dell'individuo

Mi sembra di intravvedere i primi elementi di quello che potrebbe diventare un nuovo mega trend globale: l’evoluzione dall’ambiente all’individuo, ovvero dall’attenzione alla sostenibilità delle scelte relative all’ambiente a quelle che riguardano lo stile di vita, la salute e il benessere dell’individuo.

Meno di venti anni fa il movimento ambientalista era solo un divertissement accademico o un vezzo di pittoreschi individui poco integrati nella società; oggi è la green economy globale, una chiara e diffusa visione del mondo articolata in modi di pensare, abitudini consolidate, leggi e istituzioni dedicate. Il concetto di carbon footprint e di sostenibilità dell’impatto ambientale è da tempo radicato in tutti gli ambiti della società ed è riuscito a condizionare e indirizzare i nostri comportamenti quotidiani.

Se alcuni anni fa venivi sorpreso a separare la carta dal resto dei rifiuti eri considerato un po’ svitato o un maniaco, se oggi non lo fai sei un individuo antisociale. Ma ora cha abbiamo capito e dato per scontata l’importanza dell’ambiente, ecco che diventa ogni giorno più forte l’attenzione a una dimensione diversa, quella che ha a che fare con il benessere della persona stessa, non solo dell’ambiente che la circonda.

I comportamenti che mettono a rischio la salute ed il benessere, ovvero l’alimentazione non sana, la sedentarietà, l’eccesso di stress e di consumo di sostanze nocive come tabacco e alcool, comportano un impatto molto negativo, un nuovo footprint, sulla società.

Anche alla World Health Assembly a Ginevra, la scorsa settimana, sono stati divulgati i dati sulle impressionanti tendenze epidemiologiche delle patologie legate allo stile di vita, come il diabete, le malattie cardiovascolari ed oncologiche e la depressione, ed è stato anche reso evidente che purtroppo sarà impossibile sostenere il costo economico e sociale necessari per assicurare lo stesso livello odierno di cure alle persone che si ammaleranno in futuro di queste malattie, che spesso comportano molti anni di cronicità e di dipendenza da terapie farmacologiche e assistenza specialistica.

Comincia quindi a diventare evidente che uno stile di vita che non sia salutare non provoca un danno solo al benessere dell’individuo che lo pratica, ma assume anche una valenza sociale, diventa una minaccia per la comunità alla stessa stregua di un comportamento ambientalmente scorretto, con un elevato carbon footprint. Si tratta di un altro tipo di footprint, con la stessa logica, ora dovremo anche decidere come chiamarlo.

Cosi come oggi è spontaneo biasimare chi spreca energia e inquina, arriveremo a rimproverare il comportamento antisociale del fumatore, dell’obeso, dell’alcoolista perché costituiscono una minaccia per la sostenibilità del nostro wellfare?

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