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Un potente farmaco non ancora prescrivibile, per malattie cardiovascolari, metaboliche, ortopediche e neurologiche

C’è un potente farmaco del quale sono da anni note le evidenze scientifiche degli effetti terapeutici e preventivi, ma che non viene mai prescritto dai medici di base.

Un farmaco assolutamente necessario e vitale contro malattie cardiovascolari, del metabolismo, ortopediche e neurologiche, sia per pazienti che hanno già contratto la malattia che per persone a rischio (sovrappeso, obesi, ipertesi, ipercolesterolemici, depressi); praticamente metà della popolazione italiana rientra in queste categorie e ne trarrebbe grandi benefici.

Ma questo potente farmaco, pur ben noto alla comunità medica e scientifica, oggi non potete farvelo prescrivere sui foglietto a quadratini rossi del vostro medico, non viene prodotto dalle aziende farmaceutiche, non viene promosso dagli informatori medico scientifici, non lo potete comprare in farmacia, non si somministra ne’ con pillole, ne’ supposte.

Questo farmaco non è altro che l’esercizio fisico, la cui mancanza è alla base dell’insorgenza di molte patologie, per il semplice fatto che il nostro corpo è ancora geneticamente predisposto alla vita attiva del cacciatore e dell’agricoltore, ma lo costringiamo alla vita sedentaria dell’automobile, della tastiera e della poltrona.

In realtà presso i Paesi più avanzati si sta già delineando una nuova strategia di regolamentazione del farmaco esercizio fisico in modo che esso possa cominciare ad essere prescritto alla stessa stregua degli altri farmaci, anche se non è composto da alcuna molecola chimica.

E dopo la prescrizione, anche la somministrazione dovrà avvenire in un ambito regolamentato esattamente come avviene con gli altri farmaci a base di molecole chimiche autorizzate, prodotte da aziende farmaceutiche accreditate e distribuite da farmacie.

Anche in Italia sono iniziati i primi esperimenti, molto promettenti.

In Emilia Romagna l’Assessorato alla Salute ha avviato un interessante progetto sperimentale che prevede la prescrizione da parte di medici di base opportunamente formati, la somministrazione nell’ambito dei centri di medicina dello sport sul territorio ed il monitoraggio con strumentazione dedicata.

A livello nazionale, molti medici di famiglia, su iniziativa della loro associazione SIMG (Società Italiana di Medicina Generale), stanno cominciando ad organizzarsi per prescrivere il farmaco esercizio fisico e per far sì che la sua somministrazione venga effettuata in modo corretto da parte di organizzazioni certificate, collegate ai loro studi da opportuni software che assicurino che lo specifico protocollo di esercizio fisico prescritto possa essere somministrato senza errori al paziente bisognoso di terapia o di prevenzione.

E’ prevedibile una forte accelerazione in questa direzione anche da parte di organizzazioni ed istituzioni governative preposte alla regolamentazione medica, per le quali è evidente che una corretta attività preventiva e terapeutica basata sull’esercizio fisico consente forti risparmi economici grazie alla riduzione di complicanze, di interventi chirurgici, degenze ospedaliere, disabilità e terapie farmacologiche.

Commenti

Eccellente articolo!!Sono un medico dello sport lombardo direttamente coinvolto nella sperimentazione che sono convinto darà straordinari risultati.
Siamo in attesa che la Regione Lombardia , già peraltro finanziata dal Ministero della Salute , attivi definitivamente il progetto.
Sostenete questa iniziativa dal punto di vista mediatico.Cordialmente

bel post !

Adesso non scherziamo,,medici che prescrivano l'esercizio fisico si facciano un bel corso di laurea di scienze del fitness o scienze motorie e si allenino tutti i giorni con pesi ,circuiti ed aerobica o HITT,la maggior parte sono sovrpappeso e di nutrizione no capiscono un acca. I medici dello sport,forse....Putroppo la categoria medica scopre solo adesso il beneficio dell'esercizio fisico,magari poi ci mettono anche qualche ACE inibitore o Simvastatina per diurre il Chol.Dai non scherziamo! LE solite cose italiane.Il benchmark e' sarà e rimane USA.Siamo una popolazione esperta a dare aria alla bocca maesercizio fisico ZERO PORTO ZERO.

Da dottore in scienze motorie vorrei sapere chi sarà delegato alla somministrazione di questi "farmaci". Io, come circa altri 50.000 dottori in scienze motorie stiamo aspettando da anni che le istituzioni si rendano conto dell'importanza dell'esercizio fisico per prevenire le malattie. E spero che i colleghi fisioterapisti, almeno per questa volta, non si facciano promotori anche di questa scoperta sensazionale, sconfinando però nel nostro campo.

Marco, ottimo articolo! l'unica cosa che non condivido la correttezza "etica" di citare l'autore che per primo , alcuni mesi fa 'ha postato su you tube ,il video che promuove il farmaco " esercizio fisico", per dovere di cronaca.
In Health
Angelo Desidera

Su suggerimento di Angelo Desidera propongo la visione del seguente video

http://www.youtube.com/watch?v=8RHNCNjrWBw

relativo alla descrizione del primo importante esperimento di prescrizione dell'attività fisica, che ha avuto molto successo, ideato e gestito dall'Ausl di Ferrara.

Grazie Marco, al piacere di incontrarti di persona.
In Health
Angelo Desidera

Articolo molto ben presentato, aggiungo che le linne guida sulla prescrizione dell'esercizio sono disponibili anche su note librerie online, ovviamente in inglese.
L'ultima edizione si chiama ACSM's resource manual for guidelines for exercise testing and prescription è del 2009.
Essendo basate su evidenze scientifiche sono applicabili anche in Italia. Ma attenzione, nella guida si indicano le "dosi" dell'attività, basate su riscontri scientifici e non le "modalità" di esecuzione. Quindi se i medici non si rivolgono ad uno specialista di attività motorie nessun istruttore di palestra potrà rispettare le linee guida perchè non avrà le necessarie competenza per valutare la % di intensità dell'esercizio in modo che risponda a quanto prescritto. Senza uno specialista che realizzi un piano operativo di esercizio fisico individualizzato si rischia che il "farmaco" sia somministrato a dosi non adatte. Con evidenti problematiche.

Ricerca Stanford: dispositivi medici nel flusso sanguigno.
A noi Stanford ci fa un baffo!
I nostri "scienziati" italiani da tempo hanno realizzato un dispositivo medico che viaggia all'interno del flusso sanguigno: è bastato registrare come dispositivo medico presso il Ministero della Salute uno sciroppo per la tosse!!!

Impianti mammari Pip, filler antirughe pericolosi, protesi dell’anca “richiamate”, ecc. Nel mondo dei “dispositivi medici”, specie italiani, non c’è nessuno incaricato di valutarli ed approvarli sistematicamente! Nemmeno le organizzazioni autorizzate da ogni Stato membro dell’Unione europea, se è vero che l’Organismo Notificato avvertiva la ditta Pip del “controllo” con dieci giorni di preavviso! Negli States la FDA approva e controlla medicinali, dispositivi medici e alimenti dietro verifiche su basi scientifiche. Da noi c’è l’AIFA per i medicinali e l’EFSA (a livello europeo) per gli alimenti. A mio avviso le registrazioni presso il Ministero della Salute come “dispositivi medici” stanno diventando il refugium peccatorum perfino per numerosi prodotti “erboristici” che già organismi di controllo italiani certificano da agricoltura biologica pur arrivando molte erbe dalla Cina. La mia opinione è che la diffusione di registrazioni come “dispositivo medico” diventi a breve lo stratagemma di mercato per abbinare il termine “medico” e non “alimentare” (integratore) anche a prodotti di derivazione erboristica, senza dover necessariamente dimostrarne a priori l’efficacia secondo criteri medico-farmaceutici: un ‘sistemino’ per aggirare i problemi legati all’iter di registrazione di un farmaco e al giro di vite che subiranno da parte dell’EFSA gli integratori alimentari. Per esempio almeno un paio di ditte risulta abbiano registrato sciroppi contro la tosse come “dispositivo medico CE” (addirittura società agricole, con tutte le loro agevolazioni fiscali e creditizie spettanti per il criterio della “prevalenza” nell’esercizio dell’attività connessa, dei prodotti ottenuti dal proprio fondo, bosco o allevamento rispetto a quelli acquisiti da terzi; per giunta lo Stato deve rimborsare il 19% del prezzo di questi “dispositivi”!): i farmaci contro la tosse non agiscono scendendo in gola, devono agire a livello dell'Apparato Respiratorio (vie aeree, polmoni). Uno sciroppo contro la tosse (uso orale) viene deglutito: il Sistema Digerente di ogni essere vivente ha il compito di introdurre, digerire ed assorbire i principi nutritivi contenuti negli alimenti eliminando i residui non digeribili al metabolismo sotto forma di feci. Uno sciroppo contro la tosse, a mio parere, non può essere considerato un dispositivo medico (art. 1 D.Lgs. 46/97).
Un eventuale dispositivo medico USO ORALE è destinato ad essere impiegato solo nel sistema digerente!

Sono Maurizio Damilano. l'articolo mi è stato segnalato alcuni giorni fa e debbo dire che rispecchia esattamente la situazione su cui io sto lavornado con il fitwalking (cammino sportivo) e il progetto WALK-in (centro di cammino benessere e cammino terapia).
Io posso dire per l'esperienza fatta sul campo che oggi l'evidenza scientifica è ampiamente dimostrata nella pratica. In modo particolare per la sindrome metabolica e nelle malattie croniche la sua applicabilità è non molto complessa ed offre risultati praticamente certi se ben utilizzata e naturalmente rispettando la continuità di "assunzione" del farmaco attività fisica.
Complimenti.

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