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Defiscalizziamo gli investimenti aziendali a favore della salute e del benessere dei dipendenti

In settembre, a New York, le Nazioni unite convocheranno i capi di stato di 130 nazioni del mondo per discutere sulle iniziative da intraprendere per tentare di contrastare il dilagare di una nuova emergenza msanitaria : le malattie non trasmissibili provocate da stili di vita non corretti (chiamate NCD, da Non Communicable Diseases). In particolare da sedentarieta’, cattiva nutrizione, stress e abuso di sostanze (tabacco, alcool, sostanze psicotrope, etc.).

Come ho scritto nel precedente post, ho potuto partecipare alla fase di istruzione del summit e ho contribuito suggerendo due temi : il primo e’ quello gia’ descritto, ovvero la proposta di istituzionalizzare la prescrizione dell’esercizio fisico da parte dei medici di base, il secondo e’ la defiscalizzazione dei costi sostenuti dalle aziende per programmi a favore di salute e benessere dei propri dipendenti.

E’ noto infatti che la sedentarieta’ e’ una delle principali cause delle NCD, ma e’ altrettanto evidente che essa e’ una (quasi) inevitabile conseguenza di come e’ oggi strutturata la societa’ moderna, basata su un’attivita’ lavorativa individuale che non richiede piu’ quell’esercizio fisico per il quale siamo stati geneticamente predisposti dalla selezione naturale, visto che per centinaia di generazioni i nostri avi hanno dovuto quotidianamente faticare nei campi e nelle foreste.

Oggi invece siamo obbligati a sederci alle scrivanie o al volante per gran parte delle nostre ore di veglia anche se siamo ancora programmati da un codice genetico di cacciatori e coltivatori.

Pertanto sarebbe importante che proprio sul posto di lavoro l’esercizio fisico diventasse prassi e venisse incentivato dallo stesso datore di lavoro : molte aziende stanno gia’ intervenendo in questo senso, offrendo ai propri dipendenti programmi completi di ‘corporate wellness’, ovvero palestre aziendali, riunioni su tapis roulant, tecnologie per motivare all’attivita’ fisica, corsi di formazione, check up medici, personal trainer, etc.

Ecco allora il secondo suggerimento per l’istruzione dell’agenda sel summit UN : una risoluzione che chieda ai Governi di defiscalizzare gli investimenti aziendali necessari per la realizzazione di progetti di corporate wellness.

Evidente il vantaggio per il dipendente, che godra’ di migliore salute e potra’ trasferire anche a casa sua, in famiglia, una maggiore consapevolezza dei vantaggi dell’esercizio fisico.

I Governi da una parte dovranno rinunciare a degli introiti fiscali correlati a quanto le imprese vorranno investire, ma dall’altra risparmieranno in misura molto maggiore per via del minore bisogno di curare le malattie altrimenti contratte dalle popolazioni di impiegati sedentari non stmolate dai programmi di corporate wellness.

Grazie all’incentivo fiscale piu’ imprese svilupperanno progetti di corporate wellness, con vantaggi di incremento di produttivita’ (minori malattie, minore assenteismo), migliore morale e creativita’ presso i propri dipendenti (l’esercizio fisico produce endorfine), maggiore fidelizzazione dei dipendenti ed attrattivita’ nei confronti dei talenti esterni.