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In diretta dalla Cleveland Clinic : eliminati i sintomi del Parkinson senza farmaci

Si è trattato della classica scoperta casuale, per serendipità, anche perché se si fosse seguito il consueto percorso logico dei ricercatori medici, ovvero lo studio degli effetti dell’assunzione di un principio attivo, non si sarebbe mai arrivati a scoprire che per eliminare i sintomi del Parkinson basta… andare in bicicletta!

Il Dr. Alberts della Cleveland Clinic, una delle istituzioni mediche più prestigiose al mondo, ieri  mi ha raccontato che è iniziato tutto durante una scampagnata in tandem tra amici, nelle campagne dell’Ohio. Arrivati a destinazione uno dei partecipanti, una signora affetta dalla malattia, ha scritto un biglietto di auguri di buon compleanno e lo ha lasciato sul tavolo.

Il ricercatore lo ha visto per caso : con occhio clinico ha notato che incredibilmente era scritto bene, ovvero senza tutti quei difetti di scrittura tipici del paziente parkinsoniano provocati dai tremori e dallo scarso coordinamento muscolare. Ha creduto che fosse uno scherzo, che qualcun altro avesse scritto quel biglietto, ma non era così.

La Cleveland Clinic decide allora di intraprendere subito una accurata sperimentazione scientifica. Si arruolano pazienti e li si fanno pedalare, ma ci si accorge presto che il semplice andare in bicicletta non serve a nulla perché i sintomi smettono solo con i farmaci. Invece, si riescono a riprodurre i benefici su diversi pazienti ma solo andando ancora in tandem, non in bicicletta…

Si scopre allora che l’effetto positivo è dato dalla velocità alla quale si muovono le gambe: in tandem essa è imposta dal partner sano ed è quindi molto maggiore di quella raggiungibile dal paziente quando pedala da solo.

Ecco allora che la sperimentazione inizia su vasta scala, con cyclette motorizzate che forzano i pazienti a pedalare velocemente, proprio come è successo nella prima scampagnata in tandem.

Si scopre che l’esercizio fisico forzato genera benefici analoghi a quelli ottenuti dall’assunzione dei migliori farmaci in commercio, ma ovviamente è privo di effetti collaterali.

I pazienti migliorano, assumendo il rimedio con una posologia di quaranta minuti di pedalate forzate tre volte alla settimana passano i tremori proprio come con i farmaci.  E proprio allo stesso modo, se si sospende il trattamento di esercizio fisico, ecco che i sintomi riappaiono.

Ma perché? Non è ancora chiaro, mi dice Jay Alberts. Per ora si possono solo fare ipotesi, che dovranno essere verificate da lunghi e precisi protocolli di ricerca clinica. Quella più probabile è che l’esercizio fisico di una certa intensità consente al nostro organismo di migliorare la sintesi naturale dopamina ed altri neurotrasmettitori cerebrali, la cui mancanza è la vera causa della malattia.  Quindi il farmaco se lo produce da solo il paziente, quando pedala velocemente. Ma allora potrebbe funzionare anche per la depressione e l'alzheimer? Con rigore scientifico, Il dr. Alberts risponde che non è escluso, ma deve essere dimostrato con sperimentazioni cliniche ad hoc.

Ma se ci pensate, è proprio lo stesso motivo per cui dopo una bella passeggiata, o un giro in bici, o in palestra, ci sentiamo fisicamente stanchi ma rigenerati e di buon umore : è perché sono avvenute una serie di reazioni di sintesi di neurotrasmettitori cerebrali di cui il nostro cervello ha bisogno, che ci consentono di  mantenere il nostro benessere e la ‘mente fresca’. Niente di nuovo, da millenni andiamo dicendo mens sana in corpore sano.