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Giornata Internazionale del Diabete : una opportunita’ di svolgere un ruolo da leader

E’ un dato di fatto che le malattie non trasmissbili siano in forte crescita in gran parte delle nazioni del mondo.

Per malattie non trasmissibili (‘NCD’, ovvero Non Communicable Diseases), si intende una vasta gamma di patologie, che include il diabete, l’ipertensione, le malattie cardiovascolari, i tumori, persino la depressione.

E’  altrettanto noto che esiste una causa comune al dilagare di queste malattie : e’ lo stile di vita, ovvero soprattutto la sedentarieta’ e la dieta. Fatti non fummo per vivere al volante ed alla scrivania, quindi se non ci muoviamo nella misura per la quale il nostro metabolismo e’ stato geneticamente programmato, ci deterioriamo piu’ facilmente.

La cosa nuova che sta avvenendo in questi mesi e’ la crescente consapevolezza, presso le maggiori istituzioni internazionali e i governi dei Paesi piu’ influenti, della correlazione tra attivita’ fisica, dieta e NCDs.

Ho partecipato alle recenti riunioni dei gruppi di lavoro che il World Economic Forum ha dedicato allo stile di vita ed alle NCD : con i vertici di 30 tra le maggiori multinazionali del mondo ci siamo chiusi in conclave per due giorni a New York per analizzare dati epidemiologici, per ideare modalita’ di stimolo del miglioramento dello stile di vita dei milioni di dipendenti diretti delle aziende intorno al tavolo, e anche per aiutare Governi ed Istituzioni internazionali ad ideare ed implementare politiche di intervento e di incentivazione.

Notizia delle ultime settimane, persino le Nazioni Unite hanno convocato un  summit di tutti i capi di Stato dedicato al tema delle NCD, che si terra’ a New York nel prossimo Settembre.

Dopo questa lunga premessa, una considerazione : su questo importante tema noi Italiani, il nostro governo e il nostro sistema economico abbiamo finalmente una opportunita’ di giocare un ruolo di pionieri e leader a livello internazionale.

Abbiamo tutte le premesse necessarie. Tra i pochi campi un cui ci viene riconosiuto un primato, ci sono quelli della qualita’ della vita, della dieta, dell’attenzione al benessere a 360 gradi.

La durata media della vita inn Italia e’ tra le piu’ elevate al mondo, i nostri dati epidemiologici relativi a NCD, obesita’ e ipertensione sono un po’ migliori della media dei paesi piu’ sviluppati.

Aggiungo una voce un po’ fuori dal coro : avendo vissuto molto tempo all’estero, vi confermo che il nostro servizio santirio ha standard qualitativi molto migliori di quelli di altre nazioni, anche piu’ ricche della nostra.

Abbiamo pertanto tutte le premesse per diventare la prima nazione capace di strutturare una serie di interventi per migliorare la prevenzione delle NCD, per ridurne l’impatto sui costi della sanita’, sulla produttivita’ economica e, prima ancora, sulla salute complessiva e sulla qualita’ della vita degli Italiani.

Basterebbe implementare un sistema incentivante, con molte iniziative praticamente a costo zero.

Si tratta di prassi gia’ note, gia’ sperimentate, ma nessun Paese le ha ancora messe a sistema, tutte insieme. Noi potremmo essere i primi a farlo, perche’ abbiamo tutte le premesse per riuscirci.

Ecco un elenco di cose facilmente implementabili, ci cui sono gia’ note prassi, costi, benefici economici e impatto su dati epidemiologici:

1)      Prescrizione dell’esercizio fisico monitorato a categorie a rischio (obesi, sovrappeso, pre diabetici, ipertesi)

2)      Esercizio terapia a pazienti diabetici e con patologie cardiovascolari, per ridurne la dipendenza da farmaci

3)      Stimolo di investimenti privati per la realizzazione di unita’ in cui poter effettuare esercizio fisico, collegate a ospedali, farmacie, studi medici associati, comuni, chiese, punti di aggregazione e comunita’ di varia natura.

4)      Incentivazione all’esercizio fisico strutturato presso centri specializzati

5)      Incentivazione all’acquisto di attrezzatura per l’esercizio fisico da parte di privati

6)      Stimolo del consumo di frutta e verdura freschi, attraverso meccanismi incentivanti analoghi a quelli di fidelizzazione o quelli applicati gia’ da alcune assicurazioni sanitarie anglosassoni

7)      Attivazione di politiche aziendali di ‘corporate wellness’, eventualmente coadiuvate dalle associazioni di categorie, che potebbero offrire prassi e formazione in proposito

8)      Monitoraggio dell’attivita’ fisica dei giovani, la cui sedentarieta’ porta allo sviluppo molto precoce di alcune tipologie di NCD

9)      Incentivazione alla predisposizione di piste ciclabili, divulgazione delle prassi di bike sharing