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A Dubai le RFID saranno anche sui cassonetti di rifiuti urbani


 

Dubai e’ una citta’ rettangolare, molto lunga e poco profonda : si e’ espansa parallelamente ai suoi circa 50 chilometri di spiaggia ma si protende solo di poco verso il deserto alle proprie spalle.

Di conseguenza capita di  dover percorrere diverse decine di chilometri per spostarsi da un punto all’altro, molto di piu’ rispetto alle citta’ europee di forma in genere rotonda con struttura radiale.

L’ottimizzazione della logistica pertanto e’ ancora piu’ importante, perche’ piccoli errori possono recare un grosso  danno all’efficienza operativa delle attivita’ di trasporto, soprattutto nel caso di prodotti a basso valore aggiunto.

Sono forse state queste le considerazioni alla base di un progetto interessante e molto innovativo che si sta avviando qui a Dubai anche con il coinvolgimento di una azienda italiana, la DAXO di Livorno, che prevede l’applicazione delle tecnologie RFID alla raccolta dei rifiuti urbani.

Si’, rifiuti urbani, non opere d’arte o yacht di lusso. E’ relativamente facile inventare applicazioni delle RFID a prodotti ad elevato valore aggiunto, ad esempio per la protezione dei quadri nelle gallerie d’arte, o per l’allestimento delle imbarcazioni per miliardari. La cosa sorprendente in questo caso e’ che qui stiamo parlando di un prodotto dell’attivita’ umana che ha un valore talmente basso da avere un segno negativo, un manufatto che quando viene prodotto genera solo costi, ovvero il rifiuto urbano.

Si sta pensando di dotare i cassonetti di raccolta di tag RFID e codice a barre che consentano agli operatori di raccogliere informazioni rapide ed affidabili sulla natura dei rifiuti, in modo da consentire maggiore velocita’ e riduzione drastica degli errori umani nelle operazioni  di raccolta e di smistamento nelle piattaforme di trattamento.

Addirittura, si sta pensando di accoppiare, genialita’ italiana, un trasduttore di pressione ad un RFID e montare il tutto sotto a un cassonetto, in modo da fargli emettere un segnale proporzionale al peso del rifiuto ivi contenuto. Sara’ cosi’ possibile sapere quando il cassonetto deve essere svuotato, ed indirizzare il percorso del camion a ragion veduta risparmiando molti viaggi inutili, e i relativi costi.

E’ anche interessante constatare che quello che si sta ideando non e’ un progetto sperimentale finanziato da un ente pubblico, come si sarebbe verificato in Europa, ma una iniziativa privata di una delle societa’ che competono nel mercato dello smaltimento dei rifiuti, un investimento dettato solo da finalita’ di ritorno economico.

La societa’ che investira’ in questo modo generera’ risparmi che la renderanno piu’ competitiva nei confronti dei propri concorrenti,  riuscendo cosi’ a vincere piu’ gare, a crescere di piu’ e con prifitti migliori. Il pubblico, la municipalita’, non investira’  ma incassera’ comunque benefici sociali,  come meno rallentamenti del traffico e minore inquinamento, grazie all’innovazione generata dalla concorrenza tra i suoi fornitori.