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Vision 2021

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 In questi giorni il Primo Ministro degli Emirati Arabi Uniti ha indetto un ‘retreat’ della sua squadra al governo.

Tutti i ministri sono stati convocati in un resort in pieno deserto, lontano diverse ore di autostrada dalle citta’ sulla costa del Golfo, con un compito ben chiaro : ragionare a porte chiuse sulle decisioni da prendere oggi per raggiungere gli obiettivi di sviluppo posti per l’anno 2021, quando il Paese compiera’ 50 dalla sua fondazione, dopo una analisi delle possibili evoluzioni degli scenari geopolitici internazionali nei prossimi 11 anni.

I punti all’ordine del giorno sono stati l’economia della conoscenza, la competitivita’, la salute, l’educazione, la sicurezza, le tradizioni culturali, l’ambiente e la qualita’ della vita.

Alla fine dei lavori e’ stato redatto un documento programmatico, di poche pagine, in cui viene presentato un ‘vision statement’ per ognuno dei temi trattati, ovvero un breve testo contenente una serie di obiettivi strategici e le modalita’ di massima per raggiungerli nei tempi prefissati.

Una visione di come si vorrebbe far evolvere il Paese nei prossimi 11 anni, analizzata, condivisa e comunicata con chiarezza dalla leadership del Paese.

Tra le cose interessanti si possono leggere i passaggi sull’esigenza di assicurare una elevata propensione imprenditoriale ed innovativita’ della popolazione locale, la capacita’ di mantenere l’attrativita’ nei confronti dei migliori talenti internazionali, l’apertura di importanti posizioni di management ai giovani, su basi meritocratiche, il mantenimento di un clima di massima tolleranza nei confronti delle differenze culturali, etniche e religiose.

Per quanto riguarda l’economia, la strategia e’ quella di diversificare, innovare, aprire piu’ possibile i mercati alle tecnologie ed alle influenze globali : il testo del consiglio dei ministri sottolinea l’esigenza di avere sempre il cliente al centro delle strategie aziendali, in un contesto di mercato libero, competitivo e privo di alcun condizionamento da parte del governo.

Sull’educazione viene detto che l’obiettivo e’ quello del costante incremento della percentuale di popolazione che accede agli studi universitari e post graduate, in istituzioni accademiche  che dovranno giudicare gli studenti solo secondo standard internazionali trasparenti e confrontabili.

Per il sistema sanitario l’obiettivo e’ quello di aumentare la durata della vita e la sua qualita’, ma si pone uguale enfasi sia alla disponibilita' di strutture mediche di eccellenza, che ai temi di prevenzione sanitaria, di educazione alimentare e sugli stili di vita, nonche’ dell’apertura nei confronti dei test genetici e della medicina personalizzata.

Per curiosita’, ho scorso gli argomenti all’ordine del giorno nelle sedute del consiglio dei ministri nel nostro governo negli ultimi mesi.

Vi invito a farlo, e’ molto semplice, basta usare un browser e troverete siti molto chiari. Vi accorgerete che in tali sedute non ci sono momenti di programmazione strategica, ma in genere programmazione a breve e reazioni ex-post.

La programmazione strategica vera e propria avviene in ambienti estranei al governo, nell’ambito dei singoli partiti nel periodo precedente alle elezioni, o con la definizione delle linee programmatiche al momento dell’insediamento dell’esecutivo, ma comunque sempre con una visione a breve, calibrata con l’arco di tempo della legislatura in corso.

Poi l’attivita’ del governo entra nella routine, nel contenzioso ‘hic et nunc’, perdendo l’enfasi sui grandi temi e sugli scenari a medio e lungo termine, perche’ estranei alle responsabilita’ della legislatura in carica.

I mega trend, e le conseguenti iniziative talvolta impopolari da intraprendere oggi per avere un impatto positivo tra dieci anni, difficilmente potranno essere oggetto delle analisi e delle decisioni di un governo il cui obiettivo e’ creare consenso a breve, in tempo per le prossime elezioni.