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Moschee prefabbricate in container per una societa’ ad alta mobilita’

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Nel contesto delle citta’ europee i luoghi di culto sono sempre gli edifici in assoluto piu’ antichi e piu’ solidi, sopravvissuti immutati a varie vicissitudini che hanno invece piu’ volte trasformato tutto il resto del tessuto urbano in cui essi consistono indisturbati.

Nel mondo arabo, invece, mi ha meravigliato spesso vedere che molte moschee sono addirittura costruite in prefabbricati, facilmente trasportabili, alcune perfino smontabili e rimontabili altrove.

Per regola infatti non e’ necessario che una moschea debba per forza essere un luogo sfarzoso, in marmo con cupola d’oro… I requisiti obbligatori sono pochi e semplici : deve essere un ambiente sempre perfettamente pulito, deve esserci un minareto per la chiamata e acqua pulita per le abluzioni. Quindi anche un semplice container sapientemente adattato puo’ perfettamente fungere allo scopo.

Le moschee mobili, contrapposte alle chiese immanenti, danno spunto ad un paio di considerazioni.

Noi occidentali crediamo che la societa’ araba sia molto radicata al suo territorio e poco mobile, che le sue forti tradizioni familiari e religiose siano un forte ostacolo alla mobilita’, che qui si nasca, si viva e si muoia sempre nello stesso posto.

La realta’ e’ molto diversa : esiste oggi ed e’ esistita anche in passato una grande mobilita’ demografica, con milioni di persone che emigrano frequentemente da una regione all’altra dell’area islamica, spostandosi continuamente per imparare e per lavorare, aiutati dalla comunanza della lingua araba, sempre comprensibile nonostante la grande varieta’ di accenti e dialetti, e oggi anche dall’onnipresenza dell’inglese, parlato ormai da quasi tutti i livelli sociali.

E’ un movimento demografico in gran parte interno all’area islamica, del quale il cittadino europeo non ha evidenza, e che fa si’ che l’ambiente sociale urbano in gran parte dell’Islam sia molto piu’ variegato e cosmopolita di quello europeo.

La grande mobilita’ sociale puo’ far si’ che in pochi giorni si verifichino convergenze anche di migliaia di persone provenienti dai luoghi piu’ remoti dell’Islam, chiamate per esempio ad effettuare lavori di costruzioni. Ecco allora che bisogna provvedere anche a luoghi di culto che devono essere trasferiti, installati e mantenuti a disposizione per tutta la durata dei lavori.

Oppure, la rapida espansione di alcune aree urbane fa si’ che si renda necessario il trasporto urgente di moschee prefabbricate da mettere a disposizione dei nuovi flussi di abitanti, o anche la frequente apertura di nuove strade fa si’ che si debbano trasportare ed installare moschee mobili in containers che consentano agli automobilisti di adempiere alle preghiere rituali in pieno confort. 

Una seconda considerazione e’ molto piu’ prosaica, la rivolgo all’inventiva degli imprenditori italiani : c’e’ un mercato, fatevi sotto!

Ho conosciuto in Italia diversi abili costruttori di prefabbricati, ricordo in particolare un’azieda romagnola che ha brillantemente diversificato la produzione inventando bellissimi chioschi di piadina ricavati da container, facilmente trasportabili e smontabili ma perfettamente equipaggiati.

Perche’ allora non montare un condizionatore, un minareto, una tanica di acqua, condire il tutto con buon gusto e creativita’ italiani, e sbarcare a vendere in Medio Oriente?