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Il Burj Dubai non e’ l’edificio piu’ alto del mondo

 

L’edificio piu’ alto del mondo e’ appena stato inaugurato. Qui a Dubai.

 

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160 piani, 818 metri di altezza : quello che e’ stato fino ad ieri il detentore del primato, a Taipei, ne ha solo 508 (101 piani).

A Taipei ci sono circa 200.000 metri quadrati calpestabili, a Dubai 344 mila, che sono stati messi in vendita a prezzi anche superiori a 40.000 dollari l’uno.

54 ascensori, che per condurvi ad una altitudine da montagna in un tempo decente salgono ad una velocita’ di 40 chilometri orari.

Alla costruzione hanno lavorato simultaneamente fino a 12.000 operai e tecnici, spesso giorno e notte. Nelle 4 estati  le squadre effettuavano le lavorazoni ruotando sulla pianta dello scheletro dell’edificio, seguendone l'ombra per riuscire almeno a evitare l'esposizione diretta al sole tropicale, che scaldava l’aria a 45 gradi.

Potrei andare avanti con tanti altri dati impressionanti, ma non era questo che volevo raccontarvi, anche perche’ sono numeri che in questi giorni stiamo leggendo dappertutto.

Vorrei invece darvi una notizia curiosa e fare una considerazione.

La notizia e’ che il nome dell’edificio, noto da anni come Burj Dubai (‘palazzo Dubai’),  e come tale gia’presente nell’immaginario collettivo in tutto il mondo, con un colpo di scena e’ stato cambiato all’ultimo minuto, senza preavviso,  in ‘Burj Khalifa’, palazzo Khalifa…  E chi e’ Khalifa, vi chiederete? Khalifa bin Zayed Al Nayan e’ il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, e sceicco di Abu Dhabi.

Una manifestazione di amicizia, simmetrica a quella offerta da Khalifa qualche settimana fa in occasione del salvataggio della empasse di Dubai World, risolta con un prestito all’ultimo minuto, di 10 miliardi di dollari, arrivato a Dubai proprio da Abu Dhabi. Ognuno ha aiutato l'altro come poteva, Abu Dhabi con il danaro e Dubai con l'immagine.  Immagino che le centinaia di indicazioni stradali gia' da tempo posizionate in citta' saranno prontamente sostituite in pochi giorni con la nuova dicitura politicamente corretta. Sta di fatto che ormai il Burj Dubai non esiste piu', l'edificio piu' alto del mondo ora e' il Burj Khalifa.

La considerazione e’ invece un po’  amara, perche’ riguarda casa nostra. Servono alcuni fatti come premessa.

Qui la regia ha gestito l’inaugurazione in modo assolutamente magistrale : migliaia di persone, che dice 100.000, chi 60.000, direi che la verita’ sara' a meta’ strada, si e’ riversata nell’area dell’edificio per percepire dal vivo le emozioni generate dai fuochi di artificio, dalle luci, dai mega schermi, dai giochi d’acqua nel grande bacino di acqua desalinizzata nel quale il grattacielo si specchia, e che lambisce anche il Dubai Mall, che  tanto per cambiare e’ il mall piu’ grande del mondo.

Il resto della popolazione ha seguito l’evento dal televisore di casa, o dal bordo delle piscine costruite sui tetti delle torri residenziali.

La cosa molto interessante dal punto di vista psicologico e’ che l’effetto sulla popolazione e’ stato potentissimo.

Oggi ho potuto sperimentare continuamente, parlando con chiunque nelle riunioni di lavoro, al caffe’ con i colleghi, nei negozi e con i clienti, con gli addetti al lavaggio delle auto, un entusiasmo diffuso presso tutti gli strati della popolazione, un senso di ritrovata fiducia nei confronti del futuro, un orgoglio di essere qui ed ora. Percepito e comunicato con energia, tra l’altro, non solo da quella piccola aliquota di popolazione che e’ nata qui, ma anche da quella grande maggioranza di popolazione che si e’ trasferita qui dal resto del mondo, e qui risiede solo temporaneamente.

E subito ho pensato con amarezza che nei decenni in cui ho vissuto in Italia da italiano, non mi e’ mai capitato di sperimentare una occasione in cui un evento sia riuscito a scatenare un analogo sentimento nazionale, un orgoglio di essere italiani e una spinta di ottimismo costruttivo nei confronti del futuro.

Probabilmente in Italia l’unica occasione che in questi decenni e’ riuscita a scatenare un sentimento di orgoglio nazionale in qualche misura comparabile a quanto ho vissuto oggi e’ stata forse la vittoria di alcuni italiani a un torneo di pallone qualche anno fa. Un evento assolutamente fortuito e fugace, non certo l’oggetto di accurata programmazione come il Burj Khalifa o tutte le frequenti occasioni di orgoglio che in questi anni il governo locale e’ riuscito ad iniettare presso la sua popolazione, nonostante la crisi.

E ho pensato a quanto ci sarebbe bisogno in questo momento di una iniezione di entusiasmo vero, non fugace, qualcosa di nuovo di cui poter essere orgogliosi, a ragion veduta, riconosciuto e ammirato da chiunque fuori dall’Italia…