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Profilo genetico all’intera popolazione : il punto della situazione

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Pubblicato dal Sole 24 Ore il 3/12

 

Non si sa ancora se e’ gia’ arrivata la luce verde (ed il relativo budget) dalla regia, ma e’ sicuro che il lavoro preparatorio e’ proseguito a fondo, fino ad analizzare tutti i dettagli operativi.

Per la prima volta al mondo uno Stato sta seriamente prendendo in considerazione l’idea di procedere alla creazione di un database con le informazioni genetiche di tutti i propri cittadini, non solo i carcerati o gli imputati di atti criminali.

Succede negli Emirati Arabi Uniti, in cui una commissione composta da esperti incaricati dal Governo, dopo quasi un anno di riunioni periodiche ha sottoposto al Ministero degli Interni federale una serie di dettagliati documenti descrittivi della complessa operazione.

Se il progetto partira’, dovranno essere dislocati  in tutto il territorio numerosi uffici e unita’ mobili per effettuare indiscriminatamente a tutti i residenti un prelievo di saliva e di cellule dalle mucose della bocca, con una sorta di cotton fioc.

I campioni cosi’ prelevati associati alle informazioni anagrafiche saranno poi trasportati ed analizzati in uno o piu’ laboratori dedicati, in cui verra’ effettuata la decodificazione di una parte del genoma, ovvero la regione chiamata ‘STR loci’ (Short tandem report loci) che e’ assolutamente univoca e differente per ogni essere umano, con una differenza che rispetto ai dati ottenibili dall’analisi dell’iride o dell’impronta digitale e’ ancora piu’ marcata e facilmente digitalizzabile.

La stringa di dati con le informazioni genetiche associata a quelle anagrafiche verra’ quindi trasferita dai laboratori a un computer centrale della Ministero degli Interni, dove rimarra’ a disposizione per qualsiasi esigenza degli investigatori della Polizia, chiamati a risolvere casi criminali o a riconoscere l’identita’ di vittime di incidenti, disastri naturali o attentati.

Nonostante l’85% della popolazione degli Emirati sia composta da stranieri che rimangono residenti solo per un certo numero di anni e poi rientrano quasi sempre nei Paesi di origine, si ha l’intenzione di raccogliere dati a tappeto proprio da tutti i residenti degli Emirati, compresi quelli temporanei.

Qualora l’espatriato ripartisse, i suoi dati rimarrebbero comunque memorizzati nel cervellone, sino alla morte del soggetto.

Si vuole iniziare dai piu’ giovani, perche’ si e’ detto che in tal modo si hanno maggiori possibilita’ di intervenire tempestivamente con le prassi riabilitative per correggere eventuali comportamenti criminali sin dai primi episodi, prima che si verifichino escalation.

La commissione non ha divulgato informazioni sul presunto costo complessivo dell’operazione, ma solo sui suoi tempi di realizzazione. Considerando che la popolazione attuale e’ di circa cinque milioni di abitanti, che e’ in forte crescita ed e’ caratterizzata da un elevato turnover, ipotizzando di riuscire ad effettuare lo screening di un milione di individui all’anno, tenendo presenti i tempi di avviamento (uno o due anni), si prevedono dieci anni di attivita’ per arrivare all’obiettivo della genotipizzazione a tappeto.

Intervistato sul caso, il genetista inglese che ha inventato la tecnica di fingerprinting genetico attraverso gli STR loci, Sir Alec Jeffrey, ha dichiarato ai media locali che il metodo e’ corretto dal punto di vista dei rischi di discriminazione, proprio perche’ ha come target l’intera popolazione, senza esclusioni.

Invece ha fatto notare che per un campione di diversi milioni di soggetti vi sono notevoli probabilita’ di incorrere in errori random nell’associazione dei vari tipi di informazione, quelle genetiche e quelle anagrafiche, che rendono il metodo complessivamente non infallibile. Il metodo sarebbe pertanto utilizzato solo con finalita’ investigative e non persecutive.

La stessa metodologia e’ gia’ in uso sui detenuti nelle carceri degli Emirati, ma anche presso l’FBI e il British Home’s Office.

Nel Regno Unito sono gia’ stati memorizzati i profili di piu’ di 4 milioni di dati di cittadini, di cui solo il 20%  ha carichi penali. La prassi inglese e’ stata stigmatizzata, per ora senza alcun effetto, dalla Corte Europea per i Diritti Umani, per la quale non e' eticamente lecito memorizzare profili genetici di cittadini senza carichi penali.